Visitare la vigna dell’azienda Tellenae guidati dal suo giovanissimo produttore, Giuliano Manfredi Stramacci, equivale a fare una vera e propria esperienza didattica immersi nella natura. Una natura che, spiega Giuliano guidandoci nella scoperta di questo territorio, contraddistingue il basso Lazio: quello dei castelli romani e dei vulcani spenti, del Parco Archeologico dell’Appia Antica ricco di storia e fascino e infine quello dei produttori locali che hanno il coraggio e la fiducia di dare nuova vita ai frutti e ai prodotti del luogo.
Giuliano sa dare voce a questo territorio con grande professionalità, serietà e competenza. Infatti, permettendo al visitatore di toccare con mano la terra stessa della vigna e di utilizzare una semplice calamita per scoprire la forte presenza di minerali, di un suolo ricco di scheletro e al contempo misto di pozzolane e argille (molteplici e presenti rispettivamente in misura diversa), fa apprezzare da vicino quelle che sono le caratteristiche primarie di questa zona.
Le sue viti inoltre, subiscono anche l’influenza del Mar Tirreno che, apparentemente distante, è in realtà a poco meno di 30 chilometri.
E’ in questo bacino naturale sito tra i castelli romani, il Parco Archeologico dell’Appia Antica e il mare, che Giuliano ha iniziato nel 2015 a produrre il Tellenae andando a lavorare su quelle viti che già aveva piantato “ogni domenica” fin da bambino, con l’aiuto del nonno e dei familiari. Accanto a queste piante più giovani di circa 20 anni, sono presenti anche viti di 60 anni. Il vino che qui nasce ha un forte richiamo storico, che allude alla storia più remota di queste zone: prende infatti il nome dall’antica città latina di Tellenae la cui prima citazione è attribuibile a Strabone, il quale identificò questo piccolo villaggio nell’area dei Colli Albani e i cui resti sono visibili ancora oggi a occhio nudo dalla vigna stessa, lungo il profilo dei castelli romani.
Malvasia Puntinata, Malvasia di Candia e Bombino sono le viti che qui vengono coltivate, ma nel Tellenae è presente in purezza la Malvasia Puntinata, vitigno autoctono del luogo ben resistente e rispondente anche ai forti cambiamenti climatici che hanno caratterizzato questo ultimo anno. La fermentazione a temperatura controllata in botti di acciaio consente di apprezzare il vino in tutti i suoi aspetti: in bocca si presenta fresco, morbido, ricco di mineralità, con note di mandorla sul finale, frutta agrumata e fiori gialli, una sapidità non invadente. Dal colore giallo paglierino, ha una buona luminosità e una leggera bollicina per la presenza di anidride carbonica.
Pur non escludendo la possibilità di utilizzare in futuro la barrique, l’acciaio per Giuliano permette di salvaguardare e apprezzare al meglio le note sprigionate dal territorio e dalla sua Malvasia, senza la caratterizzazione forte che apporterebbero invece quei profumi terziari tipici del passaggio in legno. Un vino, quindi, assolutamente elegante che si può ben associare sia a piatti di pesce che a carne rossa e bianca, proprio per la sua freschezza e una buona morbidezza data dai polialcoli (non vi è infatti residuo zuccherino).
La bottiglia, che ultimamente è stata protagonista della sfilata di moda “Tellenae” di Sabrina Persechino e presente nei migliori ristoranti stellati, oltre a un disegno pulito e raffinato, ha una “marcia in più”: l’etichetta in rilievo nasce infatti dalla volontà di Giuliano di permetterne la lettura anche a un pubblico di non vedenti, associando il tema dell’accessibilità – così attuale – anche a questo settore.
Un calice di Tellenae quindi parla non solo del suo territorio, ma anche del suo produttore, della sensibilità e grande professionalità che contraddistingue questa azienda a due passi dall’Appia Antica.



Bravi ragazzi, bell’articolo, professionale senza essere pretenzioso. Continuate così!
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Grazie Simone! Per noi è importante ricevere il feedback di coloro che, come te, ci seguono! Al prossimo articolo 🙂
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