Nel domandarci come aprire questo nuovo anno all’insegna di storie di vini e di vite, non abbiamo potuto non pensare all’Australia, a Kangaroo Island e ai vini lì degustati esattamente un anno fa quando ancora il progetto “Calici di Vite” non esisteva né esistevano le pagine social ad esso correlate. In questi giorni in cui le immagini di animali agonizzanti, territori avvolti dalle fiamme e uomini in fuga scorrono velocemente davanti ai nostri occhi, ci siamo sentiti obbligati a ricordare quel continente splendido caratterizzato non solo dalla sua natura stravolgente, ma anche da profumi e sapori nuovi. Vivere l’Australia ci ha permesso di apprezzarne le differenze, di stupirci davanti a colori e piante assenti in Europa, di sorprenderci di fronte ai suoi territori sconfinati, al suo clima mutevole, di innamorarci dei suoi animali (o averne paura, talvolta!). In questo lungo viaggio il desiderio di scoprire le caratteristiche dei vini d’oltreoceano ci ha guidato ovunque, spingendoci a visitare alcune delle aziende vinicole del territorio. Ci piace aprire quest’anno parlando proprio di Kangaroo Island, oggi tristemente nota perché una delle tante zone distrutte dalle fiamme. Tra koala, canguri, iguane, pipistrelli dall’apertura alare di due metri e ragni, quest’isola produce ottimi vini, che racchiudono in sé quei sentori tipici di questi luoghi. Kangaroo Island fa infatti parte del South Australia, il cui clima è paragonabile a quello della Central Coast Californiana, con fresche brezze marittime che mitigano condizioni climatiche altrimenti troppo calde per la produzione di vini di grande qualità. Il South Australia, inoltre, non è mai stato attaccato dalla fillossera e pertanto non è raro poter apprezzare vini molto eleganti prodotti da viti di oltre 100 anni (soprattutto Syrah e Riesling). Il clima in questa zona è prevalentemente caldo e asciutto, con forti escursioni termiche tra giorno e notte; caratteristica che garantisce vini di qualità, profumi eleganti, grande sapidità e una buona struttura. Tra i vitigni a bacca rossa più coltivati sono presenti il Syrah (lì chiamato Shiraz) e il Cabernet Sauvignon (ottimo con la tradizionale carne di canguro alla griglia!); tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc e i finissimi Riesling (abbinabili con tartare di salmone al pepe rosa). Noi abbiamo avuto la possibilità di fare un’ottima degustazione presso l’azienda vinicola Dudley Wines, a Kangaroo Island. Ricordiamo con piacere la calda atmosfera famigliare, il profumo del legno, la vista sull’oceano con l’Australia in lontananza. A guidarci nella degustazione, una giovane e affascinante sommelier. Nonostante l’inglese australiano, riusciamo a comprendere tutto. Tra i vini assaggiati, un ottimo Dudley Shearing Shed Red del 2016: un blend di uve Shiraz, Cabernet Sauvignon e Merlot dotato di una buona luminosità, una lieve speziatura e note di fiori e frutti rossi maturi al naso, mentre al palato spiccano note di cioccolato fondente, nate dalla maturazione in piccole botti di barrique. Completamente diverso, invece, l’Hog Bay Sauvignon (2016), dal giallo paglierino intenso, si contraddistingue al naso per note di eucalipto e menta, con una buona persistenza e struttura, maggiormente apprezzabile se si apre la bottiglia dopo qualche anno.
A distanza di un anno, riusciamo a ricordare e apprezzare quei calici grazie ai nostri appunti e a delle semplici foto scattate alle bottiglie dei vini. Non sarà sicuramente facile, ora come ora, organizzare per chiunque un viaggio in quei luoghi. Ma ci auguriamo di aver attirato la vostra curiosità su un territorio che genera ottimi vini grazie al clima, ai venti e alle brezze oceaniche. Chissà, se finita questa emergenza, sarà possibile apprezzare di nuovo i vini australiani e di Kangaroo Island, magari con in braccio un docile koala!

