Inauguriamo questa parte del blog dedicata alle “pillole di storia e di vino”, con un breve excursus storico della coltivazione della vite dall’antichità fino al crollo dell’Impero Romano d’occidente. Interrogando Plinio il Vecchio scopriamo che nella sua Naturalis Historia (77 d.c) scriveva che in Italia c’erano circa i 2/3 dei vini più famosi del mondo di allora. Plinio cita il Falerno del Monte Massico, il Lacryma del Vesuvio, il Trebulano della Sabina e il Mamertino di Messina. Ma già Catone, ben prima di Plinio, sosteneva che l’Italia fosse terra di vino, utilizzando spesso il nome Oenotria. Tale termine in realtà, non traduce terra di vino, ma fa riferimento invece agli Enotri (abitanti dell’attuale Basilicata) che crearono una iniziale forma di viticoltura precedendo i cretesi. Interrogando le fonti storiche, si ribalta una certa storiografia che vorrebbe quindi Creta e l’Egitto come i primi produttori di vino, quando la produzione in Italia è già certificata verso il 2000 a.c in particolare in Sicilia (Agrigento, Messina e Catania). I Liguri, gli Etruschi, gli Apuli, I Veneti, i Greci e i Romani furono ugualmente protagonisti della storia del vino introducendo ad esempio la coltivazione a vigna in ordine sparso a forma di alberello (i Greci), riscontrabile ancora oggi in moltissime zone d’Italia, soprattutto al sud.
La popolarità del vino aumentò notevolmente con le vicende legate alla vita di Cristo, vestendosi di un significato anche prettamente religioso. Durante l’Impero Romano, il vino divenne preziosa merce di scambio e venduto nelle osterie dell’epoca , le popinae; dove si potevano trovare oltre a varie tipologie di vino, cibi semplici e provenienti da tutte le regioni dell’impero. La viticoltura era quindi prettamente di sussistenza – praticata dai contadini con filari di viti e campi coltivati – o commerciale, orientata quindi all’esportazione. A causa delle rudimentali tecniche di viticoltura, i vini non superavano però la primavera. Erano quindi venduti per una consumazione immediata. Gli unici più longevi erano l’attuale San Giovese, il Falerno e il Cecubo. Questo periodo di grande fioritura del vino durò fino al 476 d.c quanto la caduta dell’Impero Romano d’occidente segnò un taglio netto nella sua produzione e consumazione. Ma di questo parleremo nella prossima “pillola di storia e di vino”
